Clinica
La terapia familiare, di coppia o la psicoterapia individuale si basa sulla psicologia relazionale, come orientamento teorico, con attenzione particolare al modello Strutturale-Esperenziale (Minuchin-Whitaker). Secondo tale modello, la famiglia è considerata un'importante risorsa terapeutica e non "la causa" del disturbo di uno dei suoi componenti. In questa prospettiva l'individuo non viene considerato come un mondo a sè stante, ma come soggetto "immerso" in una rete significativa di relazioni familiari presenti, la cultura condivisa, ("miti" e reti familiari) sono lo scenario comunicativo del sintomo, che può acquisire pienezza di significato quando vengono ricostruiti i "nessi" significativi tra emozioni, pensieri e accadimenti.

La realtà clinica ha reso necessario una approfondita riflessione sulla psicopatologia dell'individuo e della famiglia, sulla eziologia del danno, sui fattori relazionali specifici che generano gli eventi traumatici, su quegli aspetti relazionali e funzionali che sviluppano e mantengono la patogeneticità familiare, la risposta adattiva a questa e le conseguenti distorsioni evolutive.
L'incontro dell'ITFB con le ricerche e gli studi sull'attaccamento (Patricia Crittenden) e le sue applicazioni nel campo delle valutazioni peritali (settore psicogiuridico) da una parte; gli sviluppi teorici della psicotraumatologia e l'applicazione clinica nel trattamento della psicopatologia individuale e familiare (Alessandro Vassalli, A.R.P), gli sviluppi teorici relativi al tema dei "disturbi dell'alleanza" (Sabba Orefice, A.R.P), hanno permesso una ulteriore evoluzione del modo di pensare la clinica familiare e di organizzare assetti diagnostici e terapeutici adeguati.








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